giovedì 19 novembre 2009

Le domande dell'uomo della strada: come si trasmette il virus H1N1?

Esclusivamente con l'Amuchina.

martedì 3 novembre 2009

Libra di maggio

Visto che mi sento pienamente integrato in ogni ambito letterario, vi segnalo l'ultimo numero (maggio...) di questa pubblicazione universitaria di Ferrara (Libra) nella quale trovate un mio articolo, pienamente inquadrato tra le problematiche dei giovani universitari, i temi sociali cari agli studenti di Giurisprudenza e i rettangoli grigi.

Donne, orsetti gommosi e me stesso.

mercoledì 28 ottobre 2009

Fatima

Alla fine è un po' come se il Papa una domenica mattina all'Angelus, affacciatosi alla finestra, dicesse a tutti i fedeli che gremiscono la piazza (i fedeli hanno sempre la cattiva abitudine di gremire): "Cari Fratelli e Sorelle, avvicinatevi tutti, venite più vicini", parlando sempre più a bassa voce con le labbra contro il microfono, "vicini, ho una cosa da rivelarvi, il quarto segreto di Fatima. Più vicini...". E alla fine il Papa tirasse fuori di scatto un mitra, con tutto il caricatore verde mimetico tipo film sul vietnam, montato su un treppiede che appoggia sul leggio assieme al librone, e iniziasse a sparare a raffica sulla folla, sbavando tremante mentre le cartucce vuote rimbalzano sul balcone e sul vetro delle finestre. E la folla continui a stare sotto: la gente vede morire i propri vicini crivellati (i morti per morire si crivellano) che si riversano a terra, e ancora guarda in alto a bocca aperta, aspetta il segreto di Fatima.
Ma il Papa continua a sparare. Un sottoposto in porpora gli passa un secondo mitra con altri colpi. Un terzo ancora. Piazza San Pietro è inondata di sangue. Qualcuno è rimasto da lontano in piedi e ancora tende le orecchie per sentire il segreto.
Il Papa rientra e si va a fare un te.
Le televisioni non dicono niente ed in differita mandano un angelus di qualche domenica prima. E così la domenica seguente ancora la piazza piena di gente. Nuova strage ma il Papa il segreto non lo dice mica, se lo tiene per se.

martedì 20 ottobre 2009

150 chili di superficialità

Ieri scendo dal treno, e mentre solitamente la gente scorre in due file tra le colonne, il gregge si muoveva solo dal verso destro.
A destra di una colonna stazionava una cicciona enorme. E questo è normale: i ciccioni enormi solitamente stazionano aspettando di ordinare altro cibo e non corrono all'impazzata tarantolati. La cosa strana era un ragazzo, un ragazzo normale, come sareste voi o i vostri amici, con barba e maglietta e jeans e marsupio e siringhe con la droga, che la baciava. La ragazza stava evidentemente partendo (o forse avrebbe fatto prima il mondo a rotolarle sotto ai piedi con verso opposto alla direzione del suo treno) e il ragazzo la salutava. La baciava, lo ripeto.

Adesso voi sbotterete: vabbè peserai 60 chili e un ciccione per te è semplicemente uno nel peso forma. No. Questa era una cicciona, di quelle tozze che magari sarebbero state destinate a diventare campionesse di pallavolo, ma il centro di massa le ha costrette a diventare imballaggi di mash mellow. Minimo 150 quintali, forse chili ma comunque tantissimo per qualsiasi scienziato si interpelli.
Premetto che con i ciccioni devo avere qualche problema. Ad esempio evito di osservarli perché sono convinto che uno scambio di sguardi, una lieve inflessione del mio labbro, l'occhio un attimo sgranato, la sopracciglia che si inarca lievemente, possano far pensare a loro che li sto prendendo in giro. Allora evito ogni sguardo oppure li guardo serio e poi repentinamente guardo una biondona patinata, magari magra, e rido con fragore per fargli capire che sono con loro: no, non siete grassi, ovvero anche se lo siete io non me ne accorgo, anzi vi preferisco cosi, si, lo so è una disfunzione dell'apparato digerente, ok, una disfunzione che a quanto pare non colpisce ebrei, zingari o omosessuali una volta deportati, ma non fa niente, l'importante è che siate felici voi e pieni di simpatia. Vedete rido già. Per simpatia.

E questo ragazzo la baciava. Ho pensato: ma non se ne accorge? quale difetto della vista gli può far credere che lei sia una ragazza di 60 chili alta un metro e ottanta? Forse sono io a sbagliarmi. Forse la ragazza è una modella e io ho una rarissima patologia della vista, praticamente sconosciuta alla moderna medicina, che mi fa vedere come ciccione le ragazze talmente bellissime che non potrò mai avere: una sorta di automatica salvaguardia del cervello dai fallimenti sentimentali.
L'unica cosa da fare prima di chiamare per la quarta volta della settimana il mio medico di famiglia con una nuova malattia scoperta sempre su di me e che merita sempre il mio nome con prefisso "Sindrome di", è stato provare a tirarle sassolini addosso mirando alla sagoma cicciosa. I sassolini descrivevano il classico fenomeno noto nella fisica moderna come "scattering sassolino-cicciona": arriva sulla superficie adiposa, sosta un attimo in una soffice quiete, e viene espulso in vicinanza dell'oggetto di massa cicciona.
Facendo ripetere l'esperimento ad un passante attonito ("E' cicciona se ne faccia una ragione"), il fenomeno ripetendosi dimostrava l'assenza della mia patologia.

Assumiamo per assurdo che io sia una persona superficiale che non si renda conto di nulla oltre l'aspetto fisico, nemmeno dei sentimenti o delle luci di Natale a forma di personaggio Disney. Per assurdo. Quali possono essere allora le ipotesi possibili:

1. lui la ama. Un ragazzo normale, che forse potrebbe avere una ragazza anche più magra di 120 kg ama un container di lardo. Questa ragazza è talmente affascinante che la sua personalità va ben oltre al suo aspetto fisico. A questo punto è lei superficiale ad essere fidanzata con un ragazzo con tutti gli arti e forse anche un pene funzionante.

2. lui la sfrutta. Il ragazzo finge di amarla per ottenere da lei sesso in quanto non riesce a trovare di meglio e soprattutto attualmente la sua posizione di laureando triennale in informatica non gli permette di pagare di meglio.

3. lui è pazzo. E' un pazzo consapevole, masochista, potrebbe avere chi vuole ma sta con il peggio che ha trovato. Se trova ancora di peggio la lascia di corsa per fare innamorare un nuovo fenomeno da baraccone con tentacoli al posto delle braccia e abbonamento al Manifesto al posto del naso.

Mi allontano e mi giro una volta per guardarli prima di imboccare la scala. Sono ancora li, lui difronte a lei, continua a baciarla e le inserisce monete in una fessura: era una macchinetta degli snack, quelle doppie con bibite e merendine.

martedì 29 settembre 2009

Le domande dell'uomo della strada: si possono dare in affidamento bambini a coppie gay?

In Italia la nostra legislazione non contempla ancora l'affidamento o l'adozione a genitori dello stesso sesso. Non viene riconosciuto come nucleo familiare, un insieme composto da persone non sposate, e non potendosi sposare né civilmente né sotto rito religioso tra persone dello stesso sesso, non si può considerare tale coppia come una famiglia e quindi non vi può essere l'atto legale dell'adozione.

Se anche nel nostro ordinamento giuridico coppie omosessuali potranno sposarsi, la Comunità Europea sussidiariamente alla CEDU prevede che anche i robot sufficientemente intelligenti e capaci di sorridere, possano adottare bambini umani.
Seguendo tale corso giuridico, teorici del diritto internazionale prevedono che nel giro di 40-50 anni vi saranno bambini dati in adozione ad elettrodomestici: padre tostapane e madre lavatrice. Ironia della sorte, in futuro la vostra affettatrice per salumi potrebbe chiedervi un'ora di permesso per portare all'asilo un bambino nigeriano.

E' quasi certo che i bambini (ma qui si potrebbe parlare di fanta-diritto) saranno tolti dalle coppie che ora definiamo "normali" per essere consegnati alle nuove tipologie di coppie "atipiche" che si formeranno in futuro. Calciatori e scienziate. Coppie di trisessuali. Mucche e salentini. Coppie talmente gay da tornare etero.

mercoledì 9 settembre 2009

Zitti tutti, zitti

L'altro giorno eravamo in quattro o cinque, forse solo tre, non ricordo. Zitti tutti, nessuno parlava. Se fossimo stati nell'insieme più chiacchieroni e generosi nel dialogare non ci saremmo mai trovati assieme. Allora salto su e dico: "Ma guarda che se poi ti sposi ti ritrovi con una moglie". Tutti sollevano lo sguardo come se mi vedessero per la prima volta e fanno si con la testa. "Non ci avevo mica mai pensato", borbotta uno. "E poi questa donna chi è? da dove viene? cosa pensa? chi te l'ha messa a fianco?" Nessuno mi sa rispondere, solo sguardi irrequieti ispezionandoci vicendevolmente. Eravamo tutti maschi, nessuna donna tra di noi.
Nessuno di noi è ancora sposato; quelli sposati li abbiamo visti prima del giorno delle nozze, poi alcuni durante le nozze e poi chi sa dove siano andati. Pensandoci bene avevano tutti una donna al loro fianco: un paio erano ragazze abbastanza belle, dicevano parole carine a bassa voce all'uomo e poi gli sorridevano. L'uomo rispondeva con un sorriso. E poi non abbiamo visto più ne lui ne lei. O forse li abbiamo visti ancora... si, forse erano quelli che ci salutavano da lontano con il braccio, qualche giorno prima di Natale per la strada in centro; può essere quindi che li abbiamo anche rivisti, ma non assomigliavano più realmente a nessuno che conoscessimo. Riflettendoci bene non li abbiamo più rivisti.

"E S., al centro commerciale, era pure lui..." In effetti era lui, ma non era solo. Non c'era la sua, come si dice? sposa, moglie! a fianco, ma c'era uno di quelli piccoli. "Piccoli ma che stai dicendo?" Si, i figli. Aveva un piccolo lui in un trabiccolo a 4 ruote, come quelli degli anziani, ma con più disegni carini, ma sempre a 4 ruote. "Ma era un uomo piccolo, basso o nano?" - "Onestamente non lo so, era piccolo, in miniatura, ma paffuto e senza capelli, forse era semplicemente un nano anziano. Sbavava comunque."
Un passante ci informa che si tratta dei figli: "Lei non vuole avere figli?", rivolgendosi a me:
"Non ci ho ancora pensato, ma se avrò un figlio lo chiamerò MacGyverFonzie."
"Ma tu non avrai figli...", si intromette una donna riccia dal marciapiede.
"Allora chiamerò MacGyverFonzie il figlio di Rosin"
"Ok, mi sta bene. Tutto attaccato?"
"Si, tuttoattaccato."
A volte qualcuno di quelli che si erano sposati crediamo di vederli tornare, si siedono senza una parola e sono anche più taciturni che prima di essere spariti: nessuno ha la certezza che siano gli stessi che se ne erano andati tanti anni prima.

E questi discorsi vanno avanti quasi sempre per ore.
Alla fine siamo tornati a stare tutti zitti, ho provato a dire nuovamente qualcosa, ma mi hanno guardato tutti male.

giovedì 20 agosto 2009

Le carte segrete del Dottor F. (Estratto I)

Dottore vorrei cambiare sesso!

Vuole diventare una donna quindi?

No, non necessariamente, ma vorrei cambiare.

Ma scusi, sig. A., leggo sulla sua cartella che lei è un uomo, vuol diventare quindi donna?

A dire il vero no, ne vedo già tante in giro, mi sembra poco originale, mi consigli lei.

Senta, ci sono solo uomini e donne al 99% e poi anche tanti cinesi, lei vuole diventare cinese?

No, cinese no, voglio solo cambiare.

O uomo o donna, non c'è scelta, ha capito? C'è o il pisellino o la patatina.

Vabbè, scelga lei un altro ortaggio, non so... dattero.

Ma sono simboli, mi segua bene: o pene o vagina non c'è alternativa.

Simboli... come la colomba?

Si, ma il punto non è questo, da uomo si può diventare donna, o viceversa.

Di questo Viceversa prima non me ne aveva parlato.

No, senta, si segga, con viceversa intendo da donna a uomo.

Ma io sono già uomo, è scritto li, vede?

Allora può diventare donna, capito, don-na, senza pene.

Senza pene? Le donne non hanno il pene? E come diamine fanno.

Parlano al perlopiù. E poi brontolano. La scienza non indaga.

Ma quella cosa della colomba... E se diventassi colomba?

Le colombe sono animali, maschi e femmine, e poi c'è già lo Spirito Santo come colomba, suvvia.

Affare fatto Dottore, voglio diventare lo spirito santo, vede come suona bene, poi lo scrivo sui bigliettini da visita: mi operi subito!

Stia calmo e non mi tocchi, lo Spirito Santo è una metafora religiosa, ha presente la Trinità? Il Padre? Il Figlio? Uno e trino.

Uomo, donna e... colomba. Mi sta confondendo.

Tenga, prenda questo in farmacia...

Xanax? Ma la faccenda di cambiare sesso?

Non sia ridicolo, veda di trovare se stesso e poi ne riparliamo.

Fatto!

No, guardi, quello è il pene.

lunedì 27 luglio 2009

Franchini va al balletto

Vado a vedere il mio primo balletto di danza moderna: Dorian Gray.
Tutti saltellano di qua e di la invece di fare cose come dialoghi, o soliloqui, o muoversi semplicemente. Primo tempo: un fotografo fa foto a dei modelli, quasi tutti maschi. Si ballano attorno per fare le foto, poi due uomini si ballano attorno per qualche minuto, prima di capire entrambi di essere gay e ballare assieme per altri minuti mimando sesso tra gay. Uno è il fotografo gay e convince un cameriere gay a diventare un modello per la sua agenzia.

La seconda scena mi fa capire che sono tutti gay e anche intorno a me le poltrone sono popolate di gay di tutte le età: bambini gay, adolescenti gay, uomini gay, anziani gay, preti, commessi viaggiatori gay.
La capa dell'azienda di modelli seduce il cameriere gay ballando, ma lui non è mica tanto contento, ma già che c'è balla in mutande anche lui sul letto, fa delle prese e lei scavalla sempre le gambe. Infine ci sta e fanno sesso ancora ballando mentre la scena ruota.
Il cameriere diviene un modello. Dei chirurghi (sempre gli stessi ballerini con guanti blu) lo aiutano sempre in braghe di mutande a diventare bellissimo (ballando) e poi gli stessi chirurghi (?) lo rivestono di grigio.

Tutti zompano sul palco facendo altre foto, l'ex-cameriere diventa famosissimo e va a teatro a vedere un balletto di danza classica, poi zompa anche con il ballerino. Festona a casa sua, tutti si drogano ballando, fino a che il ballerino di danza classica muore ballando mica tanto.
Per Dorian Gray sarà un lento zompettare verso il totale declino: ballerà con tutti i suoi fantasmi e poi ballerà uccidendo se stesso. Auto-distruzione dirà la recensione il giorno dopo.

Tramite il ballare e il movimento del corpo si rappresenta la vita, le sue azioni e le sue vicende. Rappresentare una scena di ballo ballando non è assolutamente facile; con difficoltà si trasmette al pubblico l'idea del ballare tramite un ballo.
Immancabile scena con il ballerino a natiche scoperte. Gridolini tra i palchi e anche le ragazze sembrano apprezzare.

Uscito dal teatro nessuno balla. Provo a fare io due saltellini in un timido tentativo di svegliare l'energia danzante di tutti ma nessuno mi segue e me ne vado a casa. Mi aspettavo tutti iniziassero ad improvvisare qualcosa di coreografico che mimasse l'ora successiva prima di andare a dormire e l'attività quotidiana del giorno che sarebbe seguito.

Ma ballare fa diventare omosessuali, o tutti gli omosessuali hanno il ballo nel sangue? "No" - risponde un esperto - "se non si balla si diventa etero".